compiti

 

 

Ogni giorno la stessa storia: arriva il momento di fare i compiti e vostro figlio non ne ha nessuna voglia? Si distrae e perde tempo, è svogliato, trova qualunque pretesto per rimandare, pianta grane e fa i capricci? E voi come reagite? Vi arrabbiate? Cominciano urla, minacce, ricatti? Oppure estenuanti trattative? Alla fine cedete e li fate voi al posto suo? Tranquilli, succede anche nelle migliori famiglie...

 

Tuttavia ci sono alcune buone strategie che possono rivelarsi utili, riflettiamo insieme su alcuni punti che possono sembrare banali ma in realtà sono importanti.

Innanzitutto consideriamo il fatto che studiare è un’attività impegnativa, richiede di saper gestire stress e frustrazioni e di mantenere l’attenzione anche per lunghi periodi: come tutte le attività complesse, ha bisogno di tempo ed esercizio per essere appresa. Occorre soprattutto strutturarsi un buon metodo di studio che spesso non è insegnato a scuola e che tenga conto delle proprie risorse e della propria modalità di apprendimento (non ci sono solo le mappe!): in questi casi un operatore esperto come un pedagogista può essere di grande aiuto.

 

 

Vediamo alcuni consigli utili per i ragazzi...

    A casa è fondamentale creare delle routines: se possibile studiamo sempre alla stessa ora, nello stesso posto, cerchiamo di essere più organizzati possibile, ritagliamoci uno spazio libero e funzionale, tiriamo fuori di volta in volta solo il materiale che ci serve riponendo in maniera ordinata ciò che non serve più. Controlliamo i tempi, proviamo a ipotizzare, prima di cominciare, da quale materia ci conviene partire, di che materiale avremo bisogno, quanto tempo ci impiegheremo per finire l’attività: ragioniamo su ciò che facciamo mentre lo stiamo facendo (sembra uno scioglilingua ma si chiama metacognizione che è un parolone difficile per indicare una modalità di lavoro della nostra mente molto importante per l’apprendimento). Usiamo tabelle, mappe, formulari, schemi e riassunti, poi ripetiamo per memorizzare bene e migliorare l’esposizione. Aiutiamoci anche prendendo dei buoni appunti a scuola e stando attenti in classe! Se ci rende il momento meno pesante e non ci crea distrazione, studiamo con alcuni compagni, magari più organizzati di noi.

 

 

E per gli adulti...

    Per imparare a studiare con profitto il ruolo dell’adulto è, soprattutto all’inizio, fondamentale: dovrà sostenere e controllare l’organizzazione delle attività, stando in equilibrio fra l’intenzione di aiutare e il pericolo di sostituirsi nel compito. Cerchiamo di capire le difficoltà ma non eliminiamole tutte, lodiamo lo sforzo e l’impegno anche se il risultato non è ottimo; non concentriamoci troppo sulle correzioni, per questo ci saranno gli insegnanti; lasciamo che facciano una pausa fra un’attività e l’altra e portiamo pazienza: Roma non è stata costruita in un giorno!

 

 

Mi sento di dire un’ultima cosa: da genitori responsabili che tengono al successo scolastico ma anche alla relazione con il proprio figlio, se notiamo che ogni giorno il momento dei compiti è veramente troppo pesante e mette tutti a dura prova, se ci sono dei bisogni educativi e di apprendimento specifici, delle difficoltà scolastiche o dei disturbi di apprendimento veri e propri, non aspettiamo che la situazione si prolunghi troppo: chiediamo il sostegno di personale qualificato che ci possa aiutare a capire cosa c’è che non va, che possa insegnare modalità di studio più adeguate al singolo ragazzo, e che possa sostenerci anche nelle relazioni con la scuola.

 

 

Un paio di volte al mese propongo a Scandicci anche uno Sportello Pedagogico gratuito che può essere un primo approccio per i bisogni dei genitori, per qualunque richiesta di informazione, appuntamenti o per richiedere il numero di telefono, lascio qui i miei contatti:

Loredana Corda

pedagogista e mediatore familiare

www.pedagogiaemediazione.it

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Pagina Fb: Pedagogia - Mediazione Familiare